Enna: aggredisce parente al tribunale, trentanovenne ai domiciliari

ENNA. Fa scena muta di fronte al giudice, ma ottiene lo stesso gli arresti domiciliari Alfredo Mingrino, 39 anni, l'ennese che martedì scorso ha aggredito il cognato dentro il Tribunale, prendendosela pure con i poliziotti e i carabinieri che stavano cercando di tranquillizzarlo. Lo ha deciso il Gip Luisa Maria Bruno, che ha accolto l'istanza del legale di Mingrino, l'avvocato Carmelo Mirisciotti, e ha concesso una misura meno «afflittiva». Mingrino dunque si è avvalso della facoltà di non rispondere, decidendo di non fornire, almeno per ora, le proprie spiegazioni su quanto è accaduto quella mattina in Tribunale. L'udienza di convalida, durata pochi minuti, si è svolta ieri mattina alla saletta per gli interrogatori del carcere di Enna. Al termine, come detto, il difensore ha chiesto e ottenuto i domiciliari. Intanto l'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Francesco Rio, prosegue. Gli investigatori, presumibilmente, vorranno vederci chiaro su cosa è accaduto, in particolare, nella fase iniziale della lite fra Mingrino e il cognato, che sarebbe stato aggredito a calci e pugni. Poi l'intervento delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri e l'agente della polizia municipale in servizio al Palazzo di Giustizia, e l'arresto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Mingrino, che è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, è andato in escandescenze non appena ha visto il cognato. I fatti sono avvenuti al pianterreno, mentre erano in corso le udienze, a pochi metri dalla stanza dell'Ordine degli avvocati. Poliziotti e carabinieri sono intervenuti vedendogli aggredire il cognato, ma l'arrestato, anziché desistere, avrebbe reagito con violenza anche nei loro confronti, dimenandosi e tentando di sfuggire alla presa. J. Tr.

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