Nomina degli scrutatori, è bufera a Enna

La scelta effettuata per metà con sorteggio e l’altra per nomina continua a fare discutere: «Il vicesindaco si dimetta»

ENNA. Il pasticciaccio del sorteggio er la nomina scrutatori tiene ancora banco a palazzo di città. Ben sette consiglieri di opposizione, gli indipendenti Mauro Incardone e Filippo Fiammetta, il gruppo del Megafono Giuseppe La Porta, Paolo Gargaglione e Maurizio Dipietro, Cesare Fussone di Altrementi e Giovanni Contino del misto, ne vogliono discutere in consiglio ed hanno presentato un apposito ordine del giorno. Gli strascichi della scelta ibrida, parte degli scrutatori per le elezioni europee del 25 maggio nominati e parte sorteggiati, pesa ancora. E pesa talmente tanto che i sette consiglieri chiedono al sindaco Paolo Garofalo di «adottare i provvedimenti appropriati sul piano politico-amministrativo, per ridare dignità e credibilità alle istituzioni locali». Non c'è scritto ma si legge bene la richiesta di revoca della delega al vicesindaco Salvatore Cappa presidente nella commissione elettorale. Tra l'altro non è neppure una novità poiché già all'indomani del fattaccio il fuoco amico piddino si è abbattuto sul vicesindaco, ma anche sul capogruppo Angelo Salamone. A chiare lettere il consigliere Gianfranco Gravina Pd ha chiesto che i due autonomamente togliessero il disturbo. Adesso sette consiglieri premono per portare la questione in consiglio. Gli stessi riconoscono che la legge attribuisce alla Commissione elettorale la possibilità di designare gli scrutatori tramite nomina o sorteggio. Ma i gruppi «avevano espresso la chiara indicazione di adottare il sorteggio». Invece la commissione, composta da tre componenti del Pd Cappa, Salamone, Tornabene e Gaetana Palermo Mpa, dopo aver sorteggiato i componenti di 24 sezioni decise di nominare i disoccupati presenti fra il pubblico. Gli accusati si difendono sostenendo che è stata una soluzione adottata in buona fede considerato che solo un soggetto fra il pubblico era stato sorteggiato. Non ci credono gli altri che anzi, a denti stretti sostengono, che la presenza di quelle persone in sala fosse stata “sapientemente” preparata. Va ricordato che nel perimetro cittadino le sezioni elettorali sono 35 e gli scrutatori nominati sono stati 140 oltre altri 35 supplenti. Incardone, Fiammetta, La Porta, Gargaglione, Dipietro, Fussone e Contino vanno quindi dritto e sottolineano che la commissione presieduta dal vice sindaco Cappa «ha disatteso la volontà dei gruppi consiliari adottando un sistema ibrido». Sulla questione il M5S non fa sconti e scrive: «Quanto accaduto mercoledì conferma come partiti, movimenti e associazioni guidate da consiglieri comunali sono la stessa identica cosa del Pd ennese». È però bene precisare che è stato Roberto Falciglia di Grande sud ha denunciare l’inchiappo.

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