Nicosia, verso l’accordo per la sfiducia al sindaco

NICOSIA. Si fa sempre più vicino l'atto di sfiducia all'amministrazione comunale. Ieri pomeriggio erano già otto i consiglieri che avevano firmato il documento di sfiducia che verrà protocollato nei prossimi giorni, ma il loro numero potrebbe aumentare e lo si saprà solo oggi. Nessuna notizia è trapelata, infatti, ieri sull'esito di una riunione fiume e blindatissima nel corso della quale, fino a tarda sera, si sono incontrate diverse forze politiche, e non solo dell'opposizione, per allargare il numero dei sottoscrittori della sfiducia al sindaco Sergio Malfitano.
Contatti e trattative per sfiduciare il sindaco erano entrati nella fase decisiva martedì scorso, ma di sfiducia si parla da molti mesi. Ad aprile scorso con un pubblico comizio i consiglieri del Megafono, Carmelo Lizzo e Luigi Bonelli, del Pd, Salvatore Vega e Mimmo Bonfiglio, di Fi, Filippo Giacobbe e Francesco La Giglia, invitavano i colleghi consiglieri delle altre forze politiche, a partire dai molti che in consiglio sono indipendenti, a "farsi avanti e sostenere la sfiducia".
Ma poi ad accelerare i tempi per proporre l'atto di sfiducia era stata la corsa in avanti del consigliere Bonelli che, così come aveva promesso ad aprile, alla fine di maggio aveva annunciato di essere pronto a dimettersi per "non essere complice di una situazione di stallo politico in cui versa la città per l'incapacità amministrativa dell'amministrazione Malfitano".
Proprie queste sue parole e le dimissioni pronte ad essere protocollate hanno accelerato i tempi e a quanto pare Bonelli non si dimetterà, ed è anzi uno degli otto firmatari.
"La mozione - spiega il consigliere Lizzo - non è un atto contro Sergio Malfitano, ma è al contrario un atto d'amore nei confronti della nostra città. Infatti è sotto gli occhi di tutti che c'è uno scollamento completo tra le esigenze della gente e l'azione amministrativa della Giunta Malfitano che non riesce a dare risposte adeguate ai bisogni. Con la sfiducia - continua - noi andremo tutti a casa ma avremo dimostrato di avere a cuore il bene del nostro Comune".
Per essere presentata, la sfiducia, che contiene motivazioni politiche e amministrative, deve essere sottoscritta da 8 consiglieri, ma poi va votata in aula consiliare dove ad approvarla devono essere i due terzi dei consiglieri, praticamente 14.
L'obiettivo per i proponenti non è solo quello di protocollare la mozione, ma è anche quello di arrivare a 14 firme, prima della presentazione, per approdare in consiglio compatti, e quindi al voto, senza sorprese dell'ultimo minuto.

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