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Piazza, presenze in calo alla Villa del Casale

PIAZZA ARMERINA. Per il terzo mese consecutivo dati in calo alla Villa Romana del Casale. Dopo marzo ed aprile anche maggio fa registrare un segno negativo, mentre i primi cinque mesi del 2014 si chiudono con un -4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013. Maggio ha portato al sito Unesco 62.826 turisti contro i 65.439 dell’anno scorso, quasi 3 mila visitatori in meno. Confrontando i primi 150 giorni di quest’anno con quelli dell’anno scorso la differenza in negativo è di 6627 visitatori, 138.271 nel 2014 contro i 144.898 del 2013. Rimane il dato significativo di marzo con il calo che tocca il 18 per cento, con 14.700 ingressi rispetto ai 17.970 dell’anno scorso. Se la tendenza dovesse continuare, dopo tre anni di continua crescita dei flussi turistici verso il sito archeologico si assisterebbe ad una battuta d’arresto. I mosaici arrivano dal picco minimo dei 243 mila turisti nel 2010, a causa dei lavori di restauro del sito e delle parziali chiusure. L’obiettivo di recuperare la fetta di mercato conquistata tra il 1999 e il 2007, quando per nove anni consecutivi i pavimenti musivi della dimora romana avevano visto arrivare sistematicamente più di 400 mila turisti l’anno, con la punta record ottenuta nel 2002 con 458 mila presenze, potrebbe subire una brusca frenata. L’introduzione del biglietto unico obbligatorio a 14 euro, comprensivo della visita a Morgantina e al museo regionale di Aidone, mal digerito dai tour operator per modalità e tempi della sua istituzione, potrebbe aver pesato sui dati in calo. Potrebbero cominciare ad avere un loro peso le disdette annunciate nei mesi scorsi da diversi tour operator e agenzie, arrabbiate per aver venduto molti pacchetti con il prezzo del biglietto a 10 euro ad autunno, per poi ritrovarsi a partire da novembre con il ticket aumentato a 14 euro.
Sono molti i turisti, soprattutto gli italiani, che non solo considerano alto il prezzo d’ingresso, ma protestano per trovarsi costretti ad acquistare un biglietto cumulativo per tre siti culturali, pur avendo tempi stretti che magari consentono la sola visita ai mosaici. Sindacati di categoria, operatori turistici e commerciali, ma anche associazioni e amministratori locali avevano chiesto all’assessorato regionale ai Beni culturali di prevedere il ticket unico come formula facoltativa e non obbligatoria. E in alternativa avevano proposto di far slittare la partenza del nuovo biglietto fra sei mesi o un anno, dando la possibilità ai tour operator di poter programmare la vendita dei pacchetti con il nuovo prezzo.

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