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Cerami: fendente alla gola dopo una lite, arrestato il cognato

CERAMI. È Alfio Rizzo l'uomo accoltellato, nel tardo pomeriggio di domenica, davanti alla caserma della Stazione dei Carabinieri. Suturato al pronto soccorso dell'ospedale Basilotta con 35 punti rimane sotto osservazione in precarie condizioni.
Rizzo, 43 anni nato a Nicosia ma residente a Quarrata, in provincia di Potenza, si trovava ospite in casa dei suoceri quando è stato colpito con un fendente dal cognato Mario Mancia, classe 1970, pregiudicato e avvisato orale di pubblica sicurezza, era stato arrestato nella serata di domenica dai carabinieri della Compagnia di Nicosia e adesso si trova ai domiciliari in attesa della convalida dell'arresto che era scattato con l'accusa di tentato omicidio aggravato da futili motivi.
Nel tardo pomeriggio di domenica Alfio Rizzo si trovava assieme al cognato in casa dei suoceri quando era scoppiata una lite a seguito di una discussione partita già sabato sera quando, sulla base della ricostruzione dei carabinieri, Mario Mancia mentre si trovava a Troina avrebbe avuto un litigio con il figlio di Alfio Rizzo, per motivi che sono al vaglio degli inquirenti.
L'episodio maturato nel contesto familiare - conferma il capitano Marco Montemagno che comanda la Compagnia di Nicosia - ha inizio nella serata di sabato. La discussione continuava il giorno dopo quando, nella serata, Mancia passando sotto la palazzina di via Ettore Maiorana aveva visto Rizzo affacciato al balcone aveva iniziato ad inveire contro di lui». Gli animi si sarebbero ben presto riscaldati e Rizzo sarebbe sceso per strada per un chiarimento.
«La discussione - continua il capitano Montemagno - diventava violenta fino a fare perdere le staffe al Mancia che sfilava un coltello dalla tasca dei pantaloni sferrando un fendente alla gola di Rizzo».
Il quarantatreenne ferito e sanguinante era quindi andato a chiedere aiuto nella vicina Stazione dei carabinieri dove era stato accolto dal militare di servizio che, in maniera provvidenziale, gli ha prestato le prime cure, tamponando la ferita e trasferendolo immediatamente al pronto soccorso del Basilotta nella vicina Nicosia. «Rizzo - spiega Montemagno - presentava una profonda ferita alla gola con copiosa fuoriuscita di sangue».
Al Basilotta Rizzo ha ricevuto le cure del caso e i sanitari gli hanno applicato 35 punti di sutura. Il cognato invece, dopo il fatto di sangue era scappato verso le campagne limitrofe dove si sarebbe disfatto dell'arma utilizzata per accoltellare Rizzo.
«I militari della Compagnia - continua il capitano Montemagno - hanno rintracciato Mancia nel corso di una battuta organizzata per scovarlo. Era nascosto tra la vegetazione. Fermato è stato trasferito in caserma e dopo le formalità di rito, arrestato e condotto presso la sua abitazione in regime di arresto domiciliari come disposto dal magistrato di turno della Procura di Enna».

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