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Nicosia, acqua a singhiozzo a San Michele

NICOSIA. Sono ormai allo stremo gli abitanti del quartiere di San Michele che da circa tre mesi ricevono l’acqua ogni quattro giorni. Nel resto della città, attualmente, l’erogazione avviene invece a giorni alterni. Il razionamento a San Michele è una diretta conseguenza dei lavori di miglioramento della rete idrica che però da oltre un mese sono bloccati e per sbloccarli si aspetta un incontro tra i vertici di Acqua Enna, la società che gestisce il servizio idrico integrato in tutta la provincia, la Cogen, ditta che sta eseguendo i lavori, e il Comune. Incontro che si sarebbe dovuto tenere il 2 luglio scorso ma che poi è saltato e non è stato più riconvocato.
«Da tre mesi – spiegano gli abitanti dell’antico e popoloso quartiere – stiamo vivendo disagi nella turnazione dell’erogazione idrica che prima avveniva a giorni alterni, ma adesso siamo arrivati a ricevere l’acqua ogni quattro giorni. L’abbiamo ricevuta lunedì – continuano – e per riaverla dobbiamo aspettare fino a venerdì».
Con le temperature estive i consumi idrici aumentano, ma per i «san michelari» anche una doccia in più diventa un lusso. «Nonostante tutti noi abbiamo dei contenitori per le riserve idriche l’erogazione ogni quattro giorni ci sta creando forti disagi. Inoltre non capiamo come fino a pochi metri prima dell’inizio del quartiere, dove ha sede un grosso supermercato l’erogazione è regolare, mentre da noi ci sono problemi. Abbiamo contattato AcquaEnna e ci hanno spiegato che il problema è legato ai lavori di rifacimento della condotta idrica». Nessuna dichiarazione, di chiarimento, arriva però da AcquaEnna.
I lavori di rifacimento della rete idrica, che adesso sono bloccati, prevedono l’ammodernamento della rete idrica che risale a 12 anni fa, quando la rete della città venne parzialmente ammodernata con un finanziamento di 14 miliardi di lire. L’investimento per la sistemazione della rete idrica urbana, sia della città che della frazione di Villadoro, è di 6 milioni di euro e ormai, quasi due mesi fa, l’amministrazione Malfitano aveva chiesto alla Cogen una fideiussione del 10% dell’importo dei lavori a garanzia di eventuali danni creati da lavori non eseguiti a regola d’arte. Per risolvere la questione si aspetta, da quasi un mese, un incontro che non viene convocato e i lavori rimangono fermi.

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