Rifiuti, a Nicosia capo squadra denunciò i disservizi

Filippo Scavuzzo era tra i responsabili dal 2007: c’è pure indagine su un caso di mobbing. Ma a dare una risposta ora potrà essere solo l’Ato Enna Euno. Si chiariscono i contorni e si arricchisce di dettagli la situazione del cantiere dove lavorano 20 operai: un clima di veleni

NICOSIA. Si chiariscono i contorni e si arricchisce di dettagli la situazione del cantiere nicosiano della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Dopo la nota inviata dall’amministrazione comunale ai commissari liquidatori e ai commissari straordinari dell'Ato EnnaEuno, per risolvere i disservizi e gli sprechi legati anche alla presenza nel cantiere di quattro capi cantieri e due capisquadra a fronte di una ventina di operai. A parlare è Filippo Scavuzzo, che da marzo 2007 è responsabile del cantiere cittadino.
«Dei disservizi e delle difficoltà del cantiere – spiega Scavuzzo – la società era a conoscenza, io stesso più volte ho inviato le segnalazioni. Inoltre vorrei precisare che i due capisquadra dovrebbero lavorare assieme agli operai – ma ammette - nei fatti non è così nonostante ci siano ordini di servizio scritti inviati dalla società dopo che io stesso ho segnalato che invece non lavoravano ma si limitavano a controllare». Affermazioni pesanti, ma riscontrabili e verificabili da un carteggio con la società. Nel 2007 il cantiere di raccolta dei rifiuti solidi urbani aveva due sorveglianti coordinatori, lo stesso Scavuzzo che si occupava della raccolta differenziata e un altro che invece si occupava della raccolta generica. Una situazione che è rimasta tale fino al 30 giugno del 2013 perché a partire dall’1 luglio dello scorso anno, su decisione dei commissari Interlicchia e Sutera, sono arrivati altri due sorveglianti coordinatori.
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