TRIBUNALE

"Niente risarcimento dall'assassino", parte il ricorso nell'Ennese

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ENNA. È già iniziata, dinanzi al Tribunale civile di Caltanissetta, la battaglia legale tra la famiglia dell'ennese Carmelo Gargano, il direttore della Posta di Nissoria ucciso nel 2007 da un operaio - Angelo Longo di Nissoria, che non può permettersi di pagare un risarcimento danni per ciò che ha fatto - e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da un lato c'è la famiglia della vittima, che chiede un risarcimento, perché lo Stato sarebbe tenuto, ai sensi della normativa europea, a prevedere una tutela dei familiari di «vittime di reati intenzionali e violenti»; e dall'altro l'Avvocatura dello Stato. I legali dello Stato si sono già costituiti, chiedendo il rigetto della richiesta e contestandola sotto vari profili. Secondo l'Avvocatura, in sostanza, non c'è margine per un risarcimento.

Di tutt'altro avviso sono invece i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Francesco e Antonio Impellizzeri. Gargano, si ricorda, fu ucciso a colpi di pistola il 24 aprile 2007 e il suo corpo gettato in una discarica da Longo. L'azione risarcitoria, con cui la famiglia chiede allo Stato oltre un milione di euro, si muove nel solco già intrapreso per casi analoghi contro una politica italiana che non si è adeguata alle norme dell'ordinamento europeo. Norme e direttive dovrebbero essere, va ricordato, immediatamente applicate negli stati membri. Il caso più recente, che ha visto Palazzo Chigi condannato a pagare un indennizzo ai familiari delle vittime, è quello del risarcimento conferito alla famiglia di Jennifer Zacconi, la madre ventiduenne uccisa, al nono mese di gravidanza, dal suo amante in provincia di Venezia.

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