CROLLI

Enna, la Panoramica a pezzi: lontano il via ai lavori

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Il dirigente dell’ex Provincia Colajanni però è ottimista: «Si spera entro fine anno di potere avere una nuova progettualità»

ENNA. Ormai sono davvero in pochi ad Enna ad essere ottimisti sull'inizio dei lavori per ricostruire la Panoramica, Sp 28. Naufragata la prima assegnazione dei lavori a causa del verificarsi di un nuovo crollo, una seconda arcata è andata giù pochi mesi fa dopo la distruzione del 2009, adesso sono in pochi a credere che in tempi brevi possano partire i lavori di ricostruzione.

Forse il più ottimista è il dirigente tecnico dell'ex Provincia Giuseppe Colajanni che ormai da anni è al capezzale di una delle più importanti arterie di accesso del capoluogo. L'ingegnere è probabilmente l'unico che vede ancora il bicchiere mezzo pieno. «Ci sono due passaggi importantissimi – dice Colajanni - che hanno riacceso le speranze e che sono stati già consumati». Ecco quali: «Secondo le indicazioni dell'Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, il bando è stato revocato. Immediatamente dopo, come vuole l'attuale normativa, abbiamo dato incarico alla società di professionisti che aveva elaborato il primo progetto di adeguarlo al nuovo stato di fatto».

Per l'ingegnere capo della Provincia questi due sono passaggi fondamentali per addivenire in tempi brevi, si spera entro fine anno, ad una nuova e completa progettualità. Seguirà poi l'affidamento dei lavori ad una ditta. Il primo problema che si presenta riguarda le nuove somme da reperire. La Protezione civile nazionale, tramite il ministero competente, aveva messo a disposizione 6 milioni e 550 mila euro che oggi non bastano più per il danno che si è sommato al primo crollo. Quale sarà la somma necessaria per completare l'intero programma lo deve dire proprio la società di progettazione. Gli esperti non azzardano previsioni ma un milione e mezzo o al massimo due milioni di euro di surplus dovrebbero bastare. E su questa cifra si sarebbe una promessa della Protezione civile nazionale. Subito dopo il secondo crollo Roma prese l'impegno di coprire il nuovo buco.

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