L'INTERVISTA

Terremoti, i geologi: nel territorio ennese non ci sono molte faglie attive

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ENNA. Una limitata pericolosità sismica, accentuata solo nei comuni settentrionali. Raramente si è registrata una magnitudo superiore a 4.0, per l'assenza di importanti sistemi di faglia attivi. Ma soffre per una vulnerabilità generalizzata dei fabbricati e di tutte le strutture edili, per la maggior parte realizzate in assenza di norme antisismiche.

Lo è il territorio della provincia di Enna rispetto alla gran parte della Sicilia secondo il valguarnerese Fabio Tortorici presidente nazionale della Fondazione e Centro Studi del Consiglio nazionale dei Geologi cui abbiamo domandato quali siano i rischi terremoto che si corrono in Sicilia in generale e in provincia di Enna in particolare.

Nei giorni scorsi Tortorici intervistato sugli schermi di Sky 24 ha esposto con cruda chiarezza quale sia la situazione rischio terremoti in tutta Italia dove è ormai risaputo che al meno 25 milioni di abitanti risiedono in aree ad elevato rischio sismico.

"Dal Friuli alle estreme propaggini della Sicilia - aveva detto in quell'intervista - la nostra nazione è interessata da strutture tettoniche (faglie) attive, responsabili di eventi sismici. In Italia si verifica di media un sisma di 6,3 magnitudo ogni 15 anni. Ciò dovrebbe spingere ad una maggiore cultura della prevenzione sismica e della protezione civile.

È necessario un continuo aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica del territorio nazionale e per far ciò sarebbe indispensabile la presenza dei geologi in ogni comune, con una loro distribuzione accurata sul territorio e non lacunosa come allo stato attuale.

Dal 2009 sono entrate in vigore nuove norme tecniche sulle costruzioni, che se applicate correttamente, permetterebbero nostri fabbricati di resistere a terremoti come quello che ha colpito in questi giorni l' Italia centrale - commenta - rimane il problema delle costruzioni realizzate prima del 1974 (anno in cui in Italia sono state introdotte le prime regole antisismiche), per le quali sarebbero necessari interventi di adeguamento sismico, per lo meno per gli edifici strategici, quali caser me, ospedali, prefetture ed altri ancora".

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