L'INCHIESTA

Il blitz di Enna, bonifica e "veleni" a Pasquasia

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La miniera di Pasquasia

ENNA. Con l' operazione «bonifica Pasquasia» si sono riaccesi i riflettori sul sito minerario che per un settantennio ha prodotto sali potassici.

Fin dal 1919, a Pasquasia, era nota la presenza di giacimenti di sali potassici che erano stati utilizzati per qualche anno dalla società Spem liquidata nel 1931. Le miniere furono riaperte nel 1959 dalla Montecatini, nel 1972 l' Ente minerario siciliano e l' Eni che acquistarono la maggioranza della società e costituirono una nuova società Ispea. Nel 1961 la produzione raggiunse le 150 mila tonnellate, per arrivare ad esportare negli anni Sessanta e Settanta il minerale che è usato nei fertilizzanti in agricoltura.

Nella produzione di solfato di potassio subentrò la società Italkali nel 1985, le attività della miniera cessarono improvvisamente il 27 luglio 1992. Da allora del sito si è continuato a parlare, con varie ipotesi compresa quella della presenza di scorie radioattive che al momento non è confermata, fino a quando si è aperta la possibilità concreta della bonifica che ha portato nel 2013 ad un appalto da 8 milioni di euro, vinto nel 2013 dalla Società 1 Em medi Bergamo, di cui è titolare l' imprenditore di origine calabrese Pasquale Gattuso, per le operazioni di smaltimento e bonifica di cemento, amianto e materiali ferrosi.

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