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BULLISMO

Perseguitata dai compagni a Leonforte, udienza al via

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Il caso di una quindicenne costretta a cambiare istituto per le minacce e le violenze subite in classe. Dieci gli indagati

LEONFORTE. Entrerà finalmente nel vivo, due anni e mezzo dopo, l’udienza preliminare per l’incredibile storia di bullismo a scuola avvenuta in un paese dell’hinterland leonfortese. Una ragazzina di 15 anni sarebbe stata ripetutamente picchiata, minacciata e schernita dai compagni di classe. Avrebbe vissuto, secondo quanto ha riferito, un vero e proprio incubo costante, una situazione talmente insostenibile da indurla a lasciare quell’istituto e andare a vivere pure in un’altra città. I protagonisti erano ragazzi e ragazze del primo e secondo anno delle superiori, che vivono in varie cittadine del circondario, ma non si possono pubblicare maggiori dettagli per non rendere identificabili la presunta vittima e gli stessi indagati, che tra il 2011 e il 2012, periodo a cui risale questa vicenda, avevano dai 15 ai 16 anni.

La giovanissima «persona offesa» è assistita dall'avvocato Silvano Domina. Secondo l’accusa, sarebbe stata minacciata da un coetaneo, armato di un coltello, all’interno della sua stessa classe e presa in giro ripetutamente da sette ragazzi e due ragazze, nell’aprile del 2012. I sette le avrebbero persino sputato addosso e l’avrebbero apostrofata con frasi come «sei pazza, sei pazza». L'ultimo grave, quanto assurdo, episodio, è datato 23 aprile del 2012, quando due compagni, un maschio e una femmina, le avrebbero tolto lo zaino, l’avrebbero buttato a terra e preso a calci; poi, avrebbero preso il banco e glielo avrebbero scagliato addosso, facendole male all’addome e alle gambe e provocandole delle lesioni, giudicate guaribili dai medici in 7 giorni. Bullismo fisico e psicologico, insomma, che sarebbe avvenuto all’interno di una scuola, senza che nessuno, tra gli adulti, facesse nulla per far finire tutto. Fonti vicine agli indagati hanno sempre negato e smentito le accuse, ritenendole insussistenti. Ma il giudizio, su come siano andate effettivamente le cose, spetterà solo alla magistratura.

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