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L'EMERGENZA

Piazza Armerina, la raccolta differenziata non «decolla»

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La città è invasa da cumuli di spazzatura. Al posto dei cassonetti sacchetti accatastati. I cittadini lamentano pochi controlli

PIAZZA ARMERINA. Un mezzo flop in queste prime settimane la raccolta differenziata nella città dei mosaici. Troppe le discariche improvvisate in giro per le strade, dove al posto dei vecchi cassonetti mandati in soffitta ora spuntano cumuli di sacchetti accatastati gli uni sugli altri. Abitudini vecchie a morire e mancanza di controlli da parte dei vigili urbani il cocktail negativo per l’immagine della città.
A complicare la situazione la chiusura nei giorni scorsi della discarica di contrada Timpazzo a Gela, impianto presso il quale vengono smaltiti anche i rifiuti non differenziati della città dei mosaici.
Ieri mattina e nei giorni precedenti bastava fare un breve giro del centro urbano. Cumuli di rifiuti in via Santa Croce, poco dopo l'incrocio con via Cesare Pavese, dove sono quintali i sacchetti che si accumulano dopo pochi giorni. Alcuni residenti hanno anche protestato in modo molto vivace con la Polizia municipale, chiedendo l’avvio di controlli e l’applicazione di sanzioni per chi viene beccato ad abbandonare i rifiuti sul posto.

Stessa situazione in via Giacinto Lo Giudice, di fronte all’ingresso del quartiere Castellina, dove fino a qualche settimana fa si trovavano i cassonetti. Decine e decine di sacchetti anche in piazza Falcone Borsellino, così come in via Mazzini, di fronte alla chiesa di San Giuseppe. In alcune zone anche i sacchetti con l’organico anziché finire all’interno dei bidoni bianchi con i lucchetti vengono scaraventati a terra, diventando presto meta di cani randagi che ne sparpagliano il contenuto sull’asfalto. Da più parti arriva la richiesta dei cittadini di far scattare i controlli in modo incisivo, con la comminazione di vere e proprie sanzioni, così come era stato promesso dall’assessore Giancarlo Giordani.
Ai cittadini, intanto, viene ordinato con provvedimento del sindaco Filippo Miroddi di tenersi la spazzatura a casa, almeno quella indifferenziata. Lo stato di allerta è stato proclamato, infatti, dopo la chiusura della discarica di Gela. Il sindaco Miroddi, infatti, ha ordinato alla popolazione di «trattenere tra le mura domestiche il secco indifferenziato sino alla riapertura delle discariche o a nuove disposizioni dell’amministrazione comunale».

Per la plastica, l’umido e la carta tutto continua come prima, con la possibilità nei giorni da calendario di conferirli al servizio di raccolta porta a porta. Il Comune ha anche dovuto dare incarico ad una ditta locale per la rimozione, mediante uso di una ruspa, dei cumuli di rifiuti che si stanno formando nell’ultimo periodo.

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