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Enna, provincia condannata: maxi risarcimento alle Ferrovie dello Stato

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L’ente deve versare la somma di un milione e 664 mila euro

ENNA. L’ormai ex Provincia chiude il 2014 con un salasso di ben un milione e 664 mila euro pagato alla Rfi, Rete Ferroviaria Italiana. Lo ha imposto la sentenza della Corte di Appello del 16 ottobre scorso. La Provincia paga e a caro prezzo una sventurata decisione presa negli anni ’80. Costruire l’Istituto tecnico industriale a Piazza Armerina su un terreno delle Ferrovie dello Stato non osservando compiutamente le prescrizioni normative sull’esproprio in tema di occupazione di immobili.

Gli uffici della Ragioneria hanno quindi dovuto approntare delibera e mandato di pagamento veramente a malincuore perché le già deleritte casse dell’ente si sono dovute privare dell’intero avanzo di amministrazione che per certi versi rappresentava una sorta di salvagente per le emergenze che via via regolarmente si presenteranno. Il neo commissario Antonio Parrinello ha così dovuto firmare per il passaggio delle somme nelle casse di Rfi ben sapendo che la sua gestione sarà ancora più complicata per la mancanza di fondi. Insomma già l’attività dell’ex Provincia era ridotta al lumicino adesso ancora di più. Cosa è successo è presto detto. Il 3 settembre del 1979 e il 10 gennaio del 1980 la Provincia prende in possesso immobili da espropriare, ma la procedura non è stata mai conclusa nei termini di legge.

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