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Pugni e minacce di morte alla moglie: un condannato a Regalbuto

Romeno di 36 anni dovrà scontare 2 anni e 6 mesi di reclusione: avrebbe anche cercato di abusare sessualmente di lei

REGALBUTO. Avrebbe maltrattato la moglie, sottoponendola a una serie di sopraffazioni umilianti, come quella di denudarla e costringerla a restare senza abiti durante i loro litigi. E in alcune occasioni avrebbe anche tentato di abusare di lei sessualmente. Per questo il Tribunale di Enna ha condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione il giovane romeno V.B., 36 anni, di cui non si rendono note le generalità per esteso per non rendere identificabile la giovane moglie, che poi ha chiesto la separazione.

Il Tribunale di Enna, presieduto da Vittorio La Placa, giudici a latere Alessandra Maira e Marco Minnella, ha dichiarato V.B. colpevole di entrambi i reati a lui ascritti, accogliendo appieno la tesi del pubblico ministero Fiammetta Modica, che aveva chiesto proprio questa condanna, anche se ridimensionando il capo relativo alla violenza sessuale, escludendo che si sia consumata. Secondo la Procura, il romeno avrebbe percosso la moglie ripetutamente, tramite spinte, calci e pugni, diretti in varie parti del corpo, l'avrebbe ingiuriata e minacciata di morte anche con un coltello. L'avrebbe sottoposta a una serie di atti lesivi della sua libertà e del suo decoro, mediante condotte di sopraffazione consistenti nel denudarla e costringendola a restare senza vestiti.

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