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Biblioteca della Kore, Autorità anticorruzione "censura" l'appalto

Secondo l’autorità, che si è occupata della gara a seguito di un esposto, ci sarebbe una violazione della giurisdizione competente, perché nell’appalto sarebbe indicato, per eventuali controversie, il Tribunale civile di Enna e non il Tar

ENNA. Una delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione definisce “non conforme” alla normativa sugli appalti pubblici, su alcuni punti, la gara svolta dall’Università Kore per l’affidamento dei lavori di realizzazione della grande biblioteca dell’ateneo, tuttora in corso. Ma secondo il presidente della Kore Cataldo Salerno – che fa notare come la delibera non contenga provvedimenti sospensivi né di commissariamento dei lavori, ma si limiti a prevedere un “monitoraggio” della fase esecutiva, già quasi finita – “non è stata violata alcuna normativa”.

Il presidente dell’autorità nazionale, il magistrato Raffaele Cantone, in delibera mette nero su bianco che nella procedura dell’appalto, aggiudicata per sette milioni e mezzo di euro (soldi giunti alla Kore, spiega Salerno, tramite un finanziamento a tasso zero nell’ambito del progetto comunitario Jessica) a un’associazione temporanea di imprese, ci sarebbero quattro punti non conformi ai codici.

Secondo l’autorità, che si è occupata della gara a seguito di un esposto, ci sarebbe una violazione della giurisdizione competente, perché nell’appalto sarebbe indicato, per eventuali controversie, il Tribunale civile di Enna e non il Tar; una mancata comunicazione all’Osservatorio del codice identificativo della gara; un mancato pagamento del contributo all’autorità anticorruzione; e una presunta violazione della tracciabilità dei flussi finanziari. L’unica prescrizione imposta dall’autorità, in pratica, è «un monitoraggio della fase esecutiva dei lavori», che secondo il presidente dell’università Kore Cataldo Salerno sono comunque giunti già al capolinea, perché iniziati l’anno scorso e giunti al novanta per cento. La delibera dell’autorità è stata trasmessa alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti.

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