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TRE ARRESTI

Dalle case svaligiate ai furti di gasolio, sgominata banda a Enna: 50 i colpi

Chiuso il cerchio attorno a una banda di tre ladri rumeni che ha depredato abitazioni per tutto l’inverno ad Enna. I tre, secondo gli inquirenti, hanno messo a segno 22 furti in abitazione ad Enna bassa, hanno preso di mira altre due case tra Agrigento e Caltanissetta, ma hanno anche depredato anche cavi di rame e gasolio. Sono cinquanta i colpi messi a segno totale.

La polizia e i carabinieri, diretti dalla Procura della Repubblica di Enna, hanno arrestato i tre rumeni a conclusione di un’indagine che ha permesso di ricostruire i furti. L'operazione, denominata "Jewel's thieves", ha anche permesso di recuperare parte della refurtiva, come monili e gioielli.

In seguito alla richiesta del pubblico ministero titolare delle indagini, il gip del tribunale di Enna ha emesso misura cautelare in carcere nei confronti degli indagati. Le forze dell’ordine hanno contestualmente eseguito anche numerose perquisizioni domiciliari.

Dalle indagini emerge che i tre erano veri e propri acrobati per mettere a segno furti in appartamento. Si arrampicavano dal balcone, forzavano una finestra e razziavano tutti i gioielli nel giro di pochi minuti. Una volta all'interno delle abitazioni, bloccavano le porte d'ingresso per impedire l'apertura dall'esterno, nel caso dell'arrivo dei proprietari durante l'esecuzione dei colpi, così da potersi garantire la fuga senza essere visti.

Ladri acrobati a Enna, tre arresti e quattro denunce: nomi e foto

"Al primo piano c'è qualcuno in casa mentre al secondo piano sembra che non c'è nessuno !", diceva un componente della banda e, in pochi istanti, dimostrando una straordinaria agilità, i complici si arrampicavano fino al secondo piano, forzavano uno degli infissi sul balcone ed entravano nella casa, scelta prediligendo finestre con serrande alzate. Una volta dentro, dopo essersi accertati di non trovare nessuno in casa, gli stessi ladri bloccavano la porta con i mobili più grandi, affinché nessuno potesse entrare all'improvviso, e si dedicavano ad una rapida raccolta della refurtiva.

Nel frattempo "il palo", fuori in strada, monitorava l'arrivo di possibili residenti. La svolta a gennaio quando , dopo una segnalazione, la polizia stradale avrebbe bloccato un'auto all'ingresso di Caltanissetta. Nel corso del controllo e della perquisizione del veicolo, era stata recuperata argenteria e altri oggetti riconducibili al furto commesso poco prima a Enna e i soggetti denunciati per i reati di ricettazione mentre e la refurtiva veniva restituita alle vittime.

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