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SICILIANTICA

Opere d’arte, la «carrellata» di quelle scomparse da Pietraperzia

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Tra le foto mostrate, il busto attribuito al Laurana di Antonio Giovanni Barresi II nella seconda metà del '400, una enorme statua di cui non c’era traccia

PIETRAPERZIA. Numerose opere d'arte del passato sparite da Pietraperzia, «a vario titolo, lecito o illecito». Sono state mostrate con foto e slide alla serata «Avevamo…Storia di capolavori d'arte un tempo presenti a Pietraperzia». La convention, alla società operaia Regina Margherita, presidente Fabio Calì. A organizzare la manifestazione, la sezione pietrina «SiciliaAntica», presidente Sebastiano Salerno. Un folto pubblico di autorità, studiosi e cittadini ha gremito la sala. Ospite d'onore è stato Gaetano Marchiafava Presidente Provinciale di SiciliAntica. La kermesse patrocinata dalla Banca di Credito Cooperativo «San Michele». In sala anche Gabriele Nicoletti, vicepresidente della «San Michele», e lo storico pietrino Paolo Sillitto.

L'avvocato Salvatore Bevilacqua, ha mostrato le scoperte fotografiche dello studioso pietrino Antonio Caffo. Tra le opere mostrate, il busto attribuito al Laurana di Antonio Giovanni II Barresi signore di Pietraperzia nella seconda metà del '400, una statuetta gaginesca e due consolles collocate nell'altare del Santissimo Sacramento e dei quali non restava alcuna traccia neanche fotografica. Presentata poi una veduta a "volo d'uccello" dei primi del '700 anch'essa "ritrovata" grazie al lavoro di ricerca di Antonio Caffo. La pianta riproduce la chiesa madre cinquecentesca sulla quale, a cavallo dei secoli XVIII e XIX, è stata edificata l'attuale.

 

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