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Prelievo forzoso, la Provincia di Enna sempre più in crisi

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La conseguenza sarà l’impossibilità di pagare i creditori, mobilità per gran parte dei dipendenti e niente stabilizzazione per i cento precari

ENNA. Il baratro è ormai ad un passo e l'ex Provincia sta piombando giù a capofitto. Tutta colpa del governo Renzi che in tre anni ha imposto un prelievo forzoso nel bilancio dell'ente di ben 10 milioni e 726.174,71 euro. La prima rata verrà trattenuta da Roma già quest'anno ed è di 4 milioni e 55.391,58 euro. Prelievi insostenibili per un bilancio consuntivo che per il 2014 verrà chiuso intorno ai 17 milioni di euro. Senza un aggiustamento da qui al 31 luglio, scadenza per il varo del bilancio di previsione 2015, il dissesto è assicurato con la conseguenza dell'impossibilità di pagare i creditori, mobilità per gran parte dei dipendenti e niente stabilizzazione per gli oltre cento precari tutti licenziati in tronco.

Il dissesto porterà in dote anche l'assenza di servizi quali la manutenzione della viabilità, oltre 1.100 chilometri di strade interne, e l'assenza di servizi alle fasce deboli. Un panorama che anche un inguaribile ottimista non può che definire disastroso ecco perchè i cinque dirigenti dell'ex Provincia, oggi Libero consorzio di comuni, Luigi Scavuzzo, Ignazio Merlisenna, Giuseppa Gatto, Antonella Buscemi e Giuseppe Colajanni, con una nota hanno lanciato un appello alla politica provinciale.

 

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