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IL CAPO DELLO STATO

Ebola, telefonata di Napolitano al medico contagiato: "Merita ammirazione"

Napolitano, ha reso noto il Quirinale, ha dunque avuto oggi una cordiale ed intensa conversazione telefonica, per esprimergli solidarietà e auguri, con il medico infettato e sottoposto a terapia in una struttura di alto isolamento

ROMA. Telefonata a sorpresa, oggi, da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al medico di Emergency colpito dal virus Ebola e ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma: «Il rischio al quale lei si è sottoposto merita l'ammirazione del nostro Paese», sono le parole del Capo dello Stato al 'paziente zero' italiano.

Napolitano, ha reso noto il Quirinale, ha dunque avuto oggi una cordiale ed intensa conversazione telefonica, per esprimergli solidarietà e auguri, con il medico infettato e sottoposto a terapia in una struttura di alto isolamento. Con la dovuta discrezione, il Capo dello Stato in queste settimane si è tenuto informato delle condizioni del paziente, ed il medico ricoverato ha oggi ringraziato di questa vicinanza.

Ancora nessuna certezza, però, in merito ad una possibile data per le dimissioni ospedaliere: dalla scorsa settimana le condizioni cliniche del paziente continuano a migliorare, ma la task force di medici che lo ha in cura ancora non si pronuncia sull'auspicato ritorno a casa. Il prossimo bollettino medico è previsto per domani, ma già nell'ultima comunicazione dei sanitari dello Spallanzani - relativa a lunedì scorso - si sottolineava come le condizioni del medico fossero ancora migliorate ed il paziente avesse recuperato una buona autonomia. La prognosi, tuttavia, rimaneva riservata.

«Non è ancora definita alcuna strategia per le dimissioni - ha affermato oggi il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito -. Le condizioni del paziente vengono valutate di giorno in giorno. Complessivamente il quadro clinico è migliorato negli ultimi giorni ma attendiamo il nuovo bollettino medico di domani».

Ma che il peggio sembri essere passato lo conferma anche la presidente di Emergency, Cecilia Strada: «Il nostro medico è sempre ricoverato ma sta molto meglio; possiamo davvero dire che iniziamo a vedere la fine del tunnel. Affrontare Ebola - ha aggiunto a margine della firma della convenzione per la concessione di uno spazio all'associazione nell'isola a Giudecca, a Venezia - non è certo una passeggiata, ma adesso siamo piuttosto tranquilli, molto molto positivi».

Intanto, sul fronte scientifico continua la corsa di aziende e governi per la messa a punto di un vaccino contro questo virus letale. Al momento, però, gli unici trattamenti disponibili - ed ai quali è stato sottoposto anche il medico italiano - sono a livello sperimentale. Su tali trattamenti si è pronunciata oggi, in un rapporto provvisorio, l'Agenzia europea dei farmaci (Ema), avvertendo che tali terapie sperimentali per Ebola sono ancora in una fase prematura di sviluppo, e non ci sono prove scientifiche sufficienti per trarre conclusioni sulla sicurezza ed efficacia di ciascuna terapia quando viene utilizzata sui pazienti.

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