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IL CASO DI NICOSIA

Punto nascita del Basilotta chiuso, fa 70 km per il parto

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Notte da incubo per una puerpera di Cerami: è arrivata al Basilotta verso le 21 con le acque rotte, da qui col 118 a Enna

NICOSIA. Partoriente in lacrime perché non vuole andare a partorire ad Enna. Parenti arrabbiati perché non capiscono la necessità del trasferimento. Momenti di panico all’ospedale Basilotta.

Reazioni che forse ci si doveva aspettare quando si è deciso di sospendere il punto nascita del Basilotta dove, a 15 giorni dalla chiusura, i lavori di adeguamento sono iniziato solo ieri, in ritardo rispetto al cronoprogramma stabilito dall’Asp 4 di Enna.

Sono da poco passate le 21 di domenica quando da Cerami arriva, direttamente in reparto, una signora che a cui si sono già rotte le acque. Il ginecologo di turno la visita e attesta che le si sono già rotte le acque, ma non può trasferirla in sala travaglio, «deve» invece trasferirla ad Enna.

Queste le indicazioni dell’Asp 4 dopo la decisione di sospendere il punto nascita cittadino, dal primo settembre scorso e fino al prossimo 15 dicembre, per superare la sessantina di criticità riscontrate. Il ginecologo informa sia la signora che i parenti, ma la reazione emotiva non si fa attendere. La signora che, per tutta la gravidanza, è stata seguita dai medici del Basilotta non vorrebbe andare da nessun’altra parte perché ha già affrontato il viaggio da Cerami a Nicosia, 23 chilometri di curve. I parenti sono d'accordo con lei. Il ginecologo spiega che non può fare diversamente e fra lacrime, urla e strepiti attiva la procedura per il trasferimento.

Il mezzo ospedaliero che deve trasportare la paziente ad Enna però è in riparazione, per essere precisi “in fermo tecnico”. Viene attivata la procedura con il 118, ma il 118 di Nicosia ha una sola ambulanza per tutta la città, e se l’ambulanza viene utilizzata per questo trasferimento il territorio rimane scoperto. Superate perplessità e titubanze alle 23 e 45 per la signora, che viene assistita da un’ostetrica, inizia il viaggio per Enna. Altri 50 chilometri di curve.
«Siamo partititi alle 23 e 45 - conferma il marito della signora - e siamo arrivati al pronto soccorso di Enna all’una. Dopo l’accettazione mia moglie è stata trasferita in reparto». Erano quasi le due di notte.

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