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Falso e calunnia, cadono le accuse all’ex poliziotto di Enna

ENNA. Era accusato di avere staccato un assegno in bianco, dicendo di farlo per conto dei servizi segreti del Sisde, al fine di commissionare una fantomatica vigilanza di "siti sensibili", come la fontana di Trevi a Roma e Città del Vaticano. Ma ora l'ex poliziotto Luigi L., 45 anni, esce dal processo senza macchia, grazie alla prescrizione.

Le accuse a suo carico, formulate dalla Procura di Enna, erano falso, falso commesso da pubblico ufficiale e calunnia. Ma a fare notizia, più che le ipotesi di reato in senso stretto, già all'epoca dell'indagine - e poi del rinvio a giudizio, che fu disposto dal Gup Pasqualino Bruno - è l'elenco delle presunte vittime dei falsi, tra cui figuravano il Sisde, la presidenza del Consiglio dei Ministri, la Rai e l'università Luiss di Roma, oltre ai due creditori dell'ex poliziotto.

Era accusato di averli calunniati, accusandoli di volerlo raggirare "gonfiando" la cifra dell'assegno in bianco che aveva consegnato loro. La vigilanza dei siti sensibili, secondo quanto scoprì la Procura, sarebbe stata realmente effettuata dalla società "affidataria", anche se poi non è noto cosa accadde al momento del pagamento.

E lui, per conferire un alone di credibilità alla proposta di sottoscrivere l'accordo - per cui avrebbe preteso una "commissione percentuale" sul valore del contratto stesso - avrebbe presentato documenti, lettere di accredito e incarichi di alti organismi istituzionali, come, per l'appunto, Palazzo Chigi e il Sisde.

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