LA TRAGEDIA

Omicidio a Piazza Armerina, uccide il padre a coltellate in macelleria

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Foto di Cristina Puglisi

Tragedia familiare a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Un uomo, Carlo Lo Monaco, 30 anni, ha ucciso a coltellate il padre Armando Lo Monaco, 53enne, all’interno di una macelleria.

Sul posto si trovano gli investigatori della squadra mobile di Enna. Dalle prime indiscrezioni  sembra che il giovane soffra di disturbi psichici e che prima di accoltellare il padre, lo abbia accusato di averlo picchiato quando era piccolo.

Al momento non è chiaro se padre e figlio fossero entrati insieme nella macelleria dove è avvenuto l’omicidio o se il giovane sia entrato dopo il padre.

Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di ricostruire la dinamica del delitto attraverso le testimonianze delle persone presenti all'interno della macelleria nel momento in cui è avvenuto il delitto.

Poche ore prima di uccidere il padre, alla presenza della sorella, Carlo Lo Monaco aveva postato su uno dei suoi profili Facebook alcune frasi scomposte contro i migranti. Prendevano di mira «poliziotti corrotti», una psicologa, Richard Gere e i personaggi che, a suo giudizio, lavorerebbero per attuare il «piano Kalergi».  Il piano, che prende il nome da un filosofo austriaco negazionista dell’Olocausto, si basa sulla credenza che esista un complotto per l’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa.

In un post pubblicato ieri Lo Monaco prendeva di mira anche l'attore americano che aveva visitato i migranti raccolti dalla Open Arms. «Io non chiamerei Richard Gere neanche il mio barboncino...», scriveva. Per i suoi profili social, il giovane aveva scelto lo pseudonimo Apophis Apep come l’antica divinità egiziana che incarnava il caos.

Nel suo lungo scritto di questa mattina, il giovane si scagliava inoltre contro i «massoni» infiltrati in molti
settori, i «poliziotti corrotti» e i giudici che con facilità scarcerano spacciatori di droga.  «Siamo in pericolo», scriveva alla fine auspicando che "dobbiamo essere noi popolo» a scacciare le figure citate nel post.

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