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Cancelliere accusato di concussione
i giudici: resta sospeso dal servizio

Avrebbe chiesto soldi, prospettando, in caso di rifiuto, «che non avrebbe provveduto» a fare un atto

ENNA. Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta dice no all'istanza di revoca della sospensione dal servizio di A.G., il cancelliere del Tribunale indagato per concussione ai danni di un avvocato. Per l'accusa, si sarebbe fatto dare soldi, prospettando, in caso di rifiuto, «che non avrebbe provveduto» a un atto d'ufficio: la richiesta di pagamento di denaro, in pratica, sarebbe stata indebita. Dunque il cancelliere non ritornerà a lavoro, almeno non per ora. A.G., si ricorda, era stato fermato ai domiciliari dai carabinieri il 28 novembre scorso e poi liberato, poche ore dopo, dal Gip Luisa Maria Bruno, che ha disposto solo la sospensione dal servizio per due mesi. Nonostante questo, la difesa aveva fatto appello al Tribunale di Libertà di Caltanissetta, chiedendo di revocare il provvedimento.

E la notizia del giorno è che dal Riesame è arrivato un no: l'istanza dei difensori è stata rigettata. Gli avvocati Antonio e Francesco Impellizzeri, si ricorda, avevano chiesto l'annullamento dell'ordinanza ma non solo. C'era pure la richiesta di derubricare il reato già adesso - da concussione a un'ipotesi minore prevista dalla recente riforma dei reati contro la pubblica amministrazione: «Induzione indebita a dare o promettere utilità» - e procedere per un'ipotesi minore, fermo restando che la difesa si prepara a contestare anche questa: l'indagato, dinanzi al Gip, si è professato innocente. Se ne parlerà eventualmente in seguito.

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